Storia

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Le origini del Comune sono avvolte nel mistero. Probabilmente già esisteva al tempo del Basso Romano Impero. Il primo documento in cui viene citato Caronno è un atto di donazione del 15 agosto 903 in cui Maniverto, diacono di Origgio, dona al Monastero di Sant’Ambrogio i beni che possedeva in Callaonno.

 
La campagna di scavi archeologici attuata durante il restauro della Chiesa della Purificazione ha documentato la frequentazione dell’area dall’età tardo romana alto medievale.

Caronno viene nominato nella descrizione dei confini dell’antico contado rurale del Seprio fatta dall’Imperatore Federico Barbarossa nel trattato di Reggio (11 febbraio 1185). Si parla inoltre di Caronno nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani (fine XIII secolo) di Goffredo da Bussero, cappellano di Rovello che elenca le tre chiese del borgo: Santa Maria, San Pietro e Santo Stefano.

Le fonti storiche medievali più cospicue riguardano il Monastero femminile di San Pietro, appartenente alla famiglia benedettina Fruttuariense che ebbe sede in Caronno dal XII (il primo atto è del 1102) al XV secolo. Da questi documenti si può evincere che n el XII secolo il “loco et fundo de Calono” era costituito da un “castrum” e da una “villa” circondata da un fossato. Il monastero si trovava “foris, prope villam”. Unica testimonianza muraria a noi pervenuta di quella presenza è l’arco di ingresso al monastero, oggi visibile a metà di via San Pietro. Le ricerche effettuate hanno accertato l’importanza del monastero e il suo influsso sulle vicende caronnesi nel Basso Medioevo. All’inizio del secolo XV si ebbero i primi segni di decadenza e nel 1474 le ultime due monache si trasferirono nel monastero di Santa Margherita a Milano, che incamerò le proprietà di San Pietro. Alla fine del 1700 i beni vennero requisiti dallo Stato e venduti come case coloniche. Sempre le carte del monastero di San Pietro provano dalla prima metà del XII secolo la presenza di istituzioni comunali.

Per tutto il secolo XVI padroni indiscussi del piccolo borgo rurale furono Cesare, Cristoforo e Bernardo Omati appartenenti a una famiglia milanese di notai e uomini d’arme. Una parte dei beni della famiglia passò per vincoli matrimoniali ai Rajnoldi che nel 1649 acquisirono l’investitura del feudo con il titolo di conte.

A Caronno nel 1721 i maggiori proprietari erano le famiglie Arauco, Rajnoldi e Omati, il monastero di Santa Margherita mentre alla Cassina Pertusella Giuseppe Sturione possedeva da solo più di metà della superficie terriera.

I coloni coltivavano la terra dei padroni che affittavano loro oltre ai terreni, la casa, la stalla e il fienile. I contadini consegnavano al proprietario la gran parte dei grani maggiori (frumento, segale, miglio, orzo) e riservavano per il mantenimento delle loro famiglie il raccolto del granoturco.

Dopo l’avvento dell’Unità d’Italia con regio decreto del 26 luglio 1863 il comune si chiamò Caronno Milanese. Nel 1869 il comune di Cassina Pertusella che aveva seguito le sorti del vicino borgo di Cesate e dipendeva dal distretto di Bollate, fu soppresso e unito a Caronno in un’unica entità amministrativa.

Nel 1910 iniziò il frazionamento delle grandi proprietà terriere con la vendita ai coloni degli immobili. Questo processo, a seguito degli avvenimenti della Rivoluzione russa, subì una forte accelerazione dopo la prima guerra mondiale, protraendosi fino al 1930.

Con la costruzione della Ferrovia Nord-Milano, inaugurata nel 1879, il paese si sviluppò in modo determinante e prese l’avvio quella progressiva trasformazione socioeconomica che nell’arco di un secolo porterà Caronno da borgo agricolo a centro industriale. Tra le prime manifatture ebbe grande importanza lo stabilimento di filatura della seta, di proprietà dei fratelli Gadda: Giuseppe ( già Ministro dei Lavori Pubblici dal 1869 al 1873, nel gabinetto Lanza Sella) e Francesco che portò alla direzione della filanda nel 1873 Francesco Ratti, padre di Achille Ratti, futuro Papa Pio XI.

Dal 1927 Caronno Milanese fu tra i comuni che entrarono a far parte della nuova provincia di Varese istituita da Mussolini. Su richiesta del podestà Pietro Zerbi, un decreto regio del 29 gennaio 1940 stabilì la nuova dizione del comune: Caronno Pertusella.

Lo sviluppo industriale ebbe un notevole incremento negli anni Sessanta del secolo scorso a seguito della dichiarazione di “Comune depresso” del 1958. Negli stessi anni un forte flusso migratorio dal Mezzogiorno d’Italia aumentò significativamente la popolazione. Accanto al settore tessile tradizionale, in particolare calzifici, e al settore del legno sorsero industrie siderurgiche, metalmeccaniche, chimiche.

Dell’antica attività agricola è rimasta qualche unità produttiva.

Dall’ultimo decennio risulta marcato il passaggio al settore terziario evidenziato dalla presenza di banche, assicurazioni, agenzie immobiliari e punti di grande distribuzione.