Sindaco
Intervento del sindaco Augusta Borghi al convegno ANCI del 14 luglio 2009
Augusta Maria Borghi Sindaco di Caronno Pertusella (VA)
- Quando nell’agosto scorso in giunta abbiamo letto la nuova finanziaria 2009, l’Assessore al bilancio aveva anticipato che sarebbe stato un anno di lacrime e sangue. Oggi possiamo verificare se questa era una semplice premonizione funesta o se è la realtà in cui annaspiamo tutti noi ogni giorno.
- Il comune di cui sono sindaco, a seguito delle scelte di espansione urbanistica volute dalla precedente amministrazione, è passato in tre anni da 13.000 a circa 16.000 abitanti, provenienti da Milano e dall’interland. Di fatto abbiamo annesso un nuovo paese su una realtà comunale già precaria e insufficiente, con strutture e infrastrutture vecchie e obsolete. Vi potete immaginare la necessità di servizi sociali e scolastici, infrastrutturali, viabilistici e la difficoltà di integrare la cultura dei nuovi cittadini provenienti dall’interland con quella di paese.
- Preciso che abbiamo 4 milioni di avanzo e abbiamo ridotto i debiti pregressi per oltre1milione e mezzo di mutui estinti.???Perché non abbiamo la facilitazione dell’ultimo decreto??? Abbiamo messo in alienazione tutto ciò che potevamo e nessuno l’ha comprato. Non vogliamo sfruttare altro territorio anche perché non ne abbiamo più e gli oneri di urbanizzazione sono ridotti ai minimi storici a causa della crisi.Di quanto siamo sotto dai parametri del patto oggi? Però abbiamo 4 milioni che non possiamo spendere.
· Per mesi abbiamo studiato ogni possibile soluzione per evitare di uscire dal patto: abbiamo aumentato i costi dei servizi scolastici, penalizzando le famiglie che invece volevamo sostenere; abbiamo bloccato tutti i nuovi investimenti e le nuove opere pubbliche di cui noi per primi sappiamo quanto siano necessari, come ad esempio la scuola materna e i loculi del cimitero. Dove mettiamo i bambini e i defunti, entrambi cittadini a pieno titolo? Abbiamo eliminato ogni spesa superflua, azzerato i contributi alle associazioni che sono l’anima del paese; abbiamo diminuito le attività culturali basilari per l’integrazione sociale; stiamo costringendo i nuovi cittadini disabili che si sono stabiliti da noi di recente a stare in casa, tornando indietro di cinquant’anni, perché non possiamo sostenere altri costi per le rette di frequenza al CDD e la famiglia di pensionati non può certo accollarsi l’onere. Siamo costretti a diminuire i contributi sociali alle famiglie bisognose proprio ora che ci sono famiglie che hanno il reddito dimezzato e stanno diventando povere. Abbiamo ridotto i costi della politica: io sono tornata al mio lavoro e, giunta e sindaco, abbiamo ridotto l’indennità per costituire con la Caritas un fondo di sostegno alle famiglie. Sulle manutenzione, ad esempio, ognuno di noi sa se non si fanno gli interventi non è vero che si risparmia, perché, successivamente, si dovrà spendere il doppio per rimediare all’incuria. In una parola, abbiamo fatto esattamente il contrario di ciò che è necessario per la nostra gente; stiamo andando contro a ciò che volevamo fare e per cui siamo stati votati. La gente non ha più fiducia in noi e anche in giunta iniziano le tensioni perché, giustamente, ognuno vuole almeno tentare di salvare il possibile. E potrei andare avanti all’infinito in questo lamento che è veramente di lacrime e sangue.
- Da quila prima riflessione sull’impatto di questa finanziaria: con questa finanziaria sono stati bloccati gli investimenti, il che significa, per un Comune - per esempio - non poter costruire nuovi loculi quando ne è accertata l'assoluta necessità, anche se sussistono sufficienti risorse finanziarie proprie e non sarebbe necessaria alcuna forma di indebitamento per realizzare l'opera. Si innesca un meccanismo che penalizza fortemente lo sviluppo economico e sociale del Territorio: operatori economici, imprese ed anche i vari soggetti attivi nel campo del privato sociale e del no profit scontano la negatività dei maggiori oneri correlati ai ritardi dei pagamenti degli enti locali, spesso costretti a differire i tempi di liquidazione dei propri debiti verso i fornitori, anche in presenza della necessaria liquidità e ne consegue, inevitabilmente, un deterioramento nel rapporto fiduciario fra Pubblica Amministrazione ed operatori. ???? quale principio costituzionale viene leso ?
- La seconda riflessione: ritengo che lo Stato, nell'esercizio di una propria specifica attribuzione quale la competenza legislativa in materia di coordinamento generale della finanza pubblica, non può e non deve ledere lamission delle Autonomie Locali, chiamate a curare lo sviluppo globale delle Comunità amministrate, nelle forme previste dal riformato Titolo V della Costituzione della Repubblica che riconosce pari dignità costituzionale ai diversi soggetti della Pubblica Amministrazione. Affermo pertanto che questa finanziaria lede alla base le scelte dei comuni e delle autonomie locali e vincola la libertà delle azioni delle istituzioni democraticamente elette con grave pregiudizio del principio di democrazia.
- La terza: Stato ed Autonomie Localipartecipano insieme ad un medesimo grande progetto per lo sviluppo sociale, economico, culturale del Paese : non hanno senso antagonismi e comportamenti che penalizzino uno dei soggetti. In una situazione di crisi grave e generalizzata, occorre, come dice qualcuno, lavorare per un sistema solidale e a rete tra le istituzioni, i territori e i livelli di governo. Il muro contro muro non ha mai portato beneficio a qualcuno. ???? quale altro principio costituzionale viene leso ?
- Ma allora, quali proposte possono giungere da una paese che sta diventando faticosamente cittadina?
Ø la prima proposta, più immediata e già più volte avanzata: escludere dal conteggio del Patto i pagamenti in conto capitale relativi ad interventi finanziati con l'avanzo di Amministrazione. Quantomeno sino alla concorrenza dell'importo della riduzione annuale del debito di finanziamento (per l'avvenuto rimborso dei mutui). L'avanzo è - come in una famiglia - ricchezza accantonata (sovente con fatica) per realizzare un progetto: ha un valore importante per la capacità di programmazione di un ente locale, è una risorsa decisiva che deve essere liberamente utilizzabile;
Ø la seconda: introdurre un concetto nuovo di ente virtuoso:
- per esempio è virtuoso un ente che, comunque, riduce annualmente il proprio livello di indebitamento verso le banche o verso altri soggetti terzi (e come tale va in qualche modo premiato);
- virtuoso è un ente che investe risorse proprie in una logica di sviluppo strategico : nuove infrastrutture più funzionali, maggiore sicurezza, nuove potenzialità per gli operatori presenti sul territorio ecc... : ovvero è virtuoso un ente che accresce il valore del proprio patrimonio senza indebitarsi;
- virtuoso è un ente che, con la spesa sostenuta, ha comunque raggiunto i propri obiettivi, concretizzati in risultati visibili ed oggettivamente misurabili.
Ø La terza: ridare un’anima e un’etica alla politica; rispettare e riconoscere la dignità del cittadino e dei suoi problemi quotidiani, che sono sempre di più. Occorre che si ritorni a una politica come servizio, umile e disinteressato; una politica come faticoso lavoro per costruire una città, un paese casa vivibile e accogliente per tutti. Solo con la ricerca del bene comune di tutti e con la speranza che nasce dalla solidarietà e dalla accoglienza reciproca potremo superare anche questo difficile momento storico. Sindaci, andiamo avanti con la barra dritta, per la nostra gente.